26 ago 2010

Pomodorina

Voglio raccontarvi dell'ultimo arrivo in casa nostra: Pomodorina.

Circa un mesetto fa, alle otto di mattina, mi sono affacciato al balcone di casa ed ho visto un gattino riverso sull'asfalto.
"Mamma! Hanno investito un gatto!"
Mia madre ha mandato mio padre a toglierlo dalla strada per evitare che le macchine ci passassero sopra e facessero una scena da film dell'orrore...
Con somma sorpresa di tutti, il gatto non era morto ma sembrava più di la che di qua... Lo abbiamo appoggiato in un parcheggio di fronte casa con la certezza che sarebbe morto in pochissimo tempo.
Più tardi lo abbiamo rivisto barcollare, girando a vuoto senza nemmeno la forza di miagolare.
Mossi a compassione e cogliendo gli attimi terribili che stava attraversando quel fagottino di pelo e pulci, siamo andati a raccattarlo.
Era in condizioni drammatiche: una gattina di qualche mese, magra, con un occhio semichiuso e pieno di sangue, il sangue rappreso nel naso, il respiro affannoso e rantolante, probabilmente sorda per la terribile botta che aveva ricevuto alla testa ma, fortunatamente, tutta intera.
Senza troppe speranze abbiamo cercato di nutrirla con latte e biscotti, forzatamente alimentati con una pipetta Pasteur, le abbiamo messo una ciotola d'acqua ed una scatola con degli stracci perché, nonostante fosse luglio, tremava tutta.
Il giorno dopo era ancora viva ma non sembrava in condizione di farcela da sola... Io, ironicamente dissi: "Se questo gatto sopravive lo chiamiamo Pomodoro".
"Perché, zio?", mi hanno chiesto i miei nipoti. Ed ho raccontato loro la barzelletta dei due pomodori che attraversano la strada... Forse non è stato di buon gusto ma darle un nome (ignoravo ancora che fosse femmina) l'ha tirata fuori dall'essere un randagio qualunque e le ha dato un'identità, salvandole di fatto la vita. Per farvela breve il gatto è stato ricoverato da un veterinario grazie ad un gesto molto generoso di mia sorella e di un'altra persona che non nomino per privacy.



Adesso Pomodorina si aggira nel giardino di casa facendoti le feste e ronfando di gratitudine quando l'accarezzi... pur non avendo ancora ben chiaro come si cammina dritti, un pochetto cieca e un pochetto sorda ma, per essere un gatto che si è speso molte delle sue sette vite investito da una macchina, sta bene.Perché vi ho raccontato questo?
Un po' perché mi faceva piacere, un po' perché mi ha fatto riflettere su quanto potere possiamo avere sulla vita di chi sta intorno, specialmente nei confronti di chi è più debole e bisognoso.
Si può estendere questo concetto a chi ha problemi con la scuola e magari è stato travolto da una bocciatura senza qualcuno che è andato a raccoglierlo in mezzo alla strada?

7 ago 2010

Il gioco delle parti (reprint)

In questo post non voglio entrare nel merito di ciò che la mia deontologia professionale mi obbliga a tenere riservato ma voglio parlare di un appunto, di una critica che mi è stata mossa.

Mi è stato contestato un atteggiamento eccessivamente confidenziale con i miei studenti, proponendomi (nei fatti e non nelle parole) invece un atteggiamento molto più... "istituzionale".
Non so se la parola che ho scelto è adatta ma credo che tutti abbiate capito a cosa mi riferisco...

Vi risparmio la disamina che ne è seguita ma riassumo brevemente gli insegnamenti che ne ho tratto...

Sono d'accordo che non bisogna cercare la complicità dei ragazzi (figli o studenti) per essere compiaciuti, per essere accettati, per poter trasgredire alle regole che noi stessi dovremmo imporre e (prima di tutto) rispettare...
Non sono d'accordo sul salire sul piedistallo ed assurgersi a custode della verità assoluta...

Sono d'accordo
che bisogna dare delle indicazioni e dei limiti ben precisi con i quali scontrarsi e misuarsi...
Non sono d'accordo
all'assoluta inamovibilità ed incontestabilità dei limiti stessi...

Sono d'accordo
che esistono dei ruoli...
Non sono d'accordo
col ricordare solo il ruolo dell'esperto in "SCUOLA"...

...ma soprattutto non sono d'accordo con l'imporre la propria presenza in classe solo in virtù della nomina fatta da un D.S. (che tra l'altro ti si ritrova tra i piedi senza neanche sapere perché) senza conquistarsi sul campo e con autorevolezza il ruolo di "punto di riferimento".

Cosa si può ricavare con un'imposizione da un essere che già di natura è ribelle?
Cosa si può insegnare con una raffica di 2 sparati come una rappresaglia nazista?
Cosa si impara senza ascoltare?

A questo punto voglio invece chieder(v/m)i: Qual è il grado giusto di EMPATIA con i propri studenti che non ti fa scadere nel MAMMISMO ma non ti lascia INDIFFERENTE alla personalità di ciascuno di loro?

O alla fine vogliono da me che reciti una parte?

27 giu 2010

21 giu 2010

La notte più lunga dell'anno

Cari ragazzi.
Oggi è il 21 giugno 2010... il giorno più lungo dell'anno.
E questo per due motivi.
Il primo e più banale è che oggi entra l'estate ed è il solstizio.
Il secondo e più serio è che domani iniziano gli esami di Stato.

Per molti di voi è il primo esame che la vita gli ha messo avanti, non che non abbiate già dovuto superare altre prove ma questo ha un voto che dipende solo da voi...
I mille pensieri che vi turbinano nella testa devono trovare un ordine: bisogna fare un respiro profondo e raccogliere tutte le risorse interiori che avete.
Non fissatevi su un solo pensiero, non strapazzatevi fino a tardi (lo studio dell'ultima ora non serve quasi a niente), guardate un po' la televisione e cercate di riposare perché domani dovete dare il meglio.

Domani non sarete soli. Al vostro banco saranno sedute tutte le persone che avete conosciuto, tutte le esperienze che avete fatto, tutte le cose che avete studiato, tutti il mondo che avete ricostruito nella vostra testa.
A questo bagaglio dovete attingere, e non solo domani ma sempre in futuro, per superare le difficoltà.

L'altro giorno vi ho detto: "Guardate tutto in prospettiva, senza rimanere schiacciati dall'ossessione del domani ma chiedendosi spesso cosa è meglio fare per se... non solo per ora ma anche per dopo. Rinunciate anche ad una gratificazione immediata per godere dopo di una gratificazione maggiore."
Ora avete una prima tappa dove potete guardare il risultato, e osservando il passato, trarre il giusto insegnamento. Vedere in prospettiva il risultato.

Mi sento solo di farvi un enorme "in bocca al lupo" e sappiate che sarò sempre orgoglioso della mia prima "Quinta Chimici".

WAKA WAKA!!!

14 giu 2010

Notte prima degli esami...

Gli esami di Stato finalmente sono alle porte.
...prova per gli studenti ma anche per il sottoscritto che testa, per la prima volta da professore e commissario interno, la maturità.

Ho chiesto ai miei ragazzi se sono tesi... qualcuno di loro lo è... altri non hanno ancora realizzato bene che oramai è fatta... per altri ancora temo che facciano il botto cedendo di schianto sotto lo stress emotivo.

Dal mio punto di vista ho il conforto della collega interna che di esami ne ha già fatti altri quindi saprà guidarmi e consigliarmi... spero solo che i miei ragazzi siano all'altezza delle mie aspettative e che facciano una prova degna dell'impegno che mi hanno dimostrato in questi ultimi mesi.

La settimana scorsa due ragazzi, non propriamente studiosi, mi hanno confessato che quest'anno, per la prima volta, hanno studiato impianti. Poi mi hanno detto che puntano molto sulla secoda prova (impianti) per alzare il risultato finale.
L'altro giorno un'altro studente mi ha messo sulla cattedra tutti i suoi dubbi e perplessità sul suo futuro, sulle sue scelte, sul crescere...
Non lo so ma queste cose mi hanno fatto un po' paura perché mi sono finalmente reso conto dell'enorme responsabilità cui sono stato chiamato. Finché non volevano studiare, non venivano a scuola in orario, non venivano all'interrogazione....
C'erano LORO e c'ero IO e se andava male qualcosa... in fondo in fondo erano "cazzi loro"...
Ma adesso sono venuti gli ultimi giorni solo per fare esercizi con me... sono venuti a fare sportello pomeridiano per esercitarsi meglio... hanno studiato e sono venuti all'interrogazione... mi hanno riconosciuto il ruolo di capobranco...
Caspita... Ora ci siamo NOI e se qualcosa andrà storto, saranno pure "cazzi miei"!

26 mag 2010

News news news

Aggiornati gli appunti sulla depurazione delle acque.
Vi prego di segnalarmi eventuali errori e refusi da correggere...
Buono studio, anche se l'argomento non è dei più... profumati!

21 mag 2010

Ma eravamo anche noi così?

Treno Teramo-Sulmona - Stazione di Pescara centrale - Ore 7:40
Due sedili più in là... gruppetto di 16enni che discute animatamente delle loro vicende del giorno prima...
Ragazze che ridono sguaiate a battute (a mio giudizio) abbastanza sciocche...
Ragazzi con capelli emo e sopraciglia rifatte che si aggiustano i pantaloni e si passano continuamente la mano su ciuffo...
Capelli rasta e abbigliamento dark...

Classe di un noto istituto - Ore 9:05
Ragazza che esce perché deve andare a fumare (puoi anche incazzarti ma tanto esco lo stesso)...
Ragazzo che passa il tempo a parlare del nuovo carburatore che deve montare al motorino (mentre io spiego l'esercizio che avrà al compito in classe della settimana prossima)...
Battute sciocche e fuori luogo...
Compiti non fatti...

Treno Pescara-Termoli - Primo vagone - Ore 14:40
Gente che torna a casa dal lavoro... Qualcuno sonnecchia, altri guardano il paesaggio scorrere attraverso il finestrino.
Riflettevo su quello che da qualche giorno (forse da circa due anni) mi gira in testa...
Ma eravamo anche noi così?
La prima risposta che mi viene in mente è no.
Ma non mi convince a pieno... Non mi soddisfa...
Non credo sia giusto liquidare tutto con un "ai miei tempi era diverso"...
Mi sforzo di ricordare tutti (e dico tutti) i miei compagni di scuola.
Certamente molti soggetti trovano il loro corrispettivo moderno... altri no.

Avevamo anche noi i frikkettoni che si vestivano nei modi più improbabili (la voglia di sentirisi "alternativo" o "unico")...
Avevamo anche noi le ragazze oche (la voglia di sentirsi "grandi" e "importanti" a tutti i costi)...
Avevamo anche noi quelli che pensavano sempre al look (i paninari li abbiamo inventati noi)...
Avevamo anche noi i teppistelli (solo che all'epoca si potevano fermare in terza media mentre ora devono venire a scuola fino a 16 anni)...

Ecco quello che invece non avevamo:
Non avevamo la pretesa di bivaccare in classe...
Non avevamo la pretesa di entrare a qualunque ora e pretendere di entrare...
Non avevamo la pretesa di non studiare e pretendere che sia normale...
Non avevamo la pretesa di studiare storia all'ora di chimica e chimica a quella di inglese...
Non avevamo la pretesa di decidere noi quello che era giusto e quello che non lo era...

In fondo in fondo avevamo delle regole... ci piacessero o meno.... avevamo delle regole.
Contro queste regole combattevamo.... contestavamo.... ma comunque riconoscevamo la gerarchia delle cose, anche perché se non lo facevi prendevi una bella minestra di schiaffi!
E' proprio per questo motivo che il comportamento di queti ragazzi mi sembra inaccettabile...

...però credo che c'è qualcosa che mi sfugge...
Io avevo delle regole. Io contestavo i miei genitori. Io prendevo gli schiaffi se mi comportavo male.
Sono sicuro che il mio (piccolo) punto di vista descriva bene quello che accadeva "ai miei tempi"?