17 set 2010

L'(in)utilità della carta

Il piccolo black out telefonico che mi ha colpito, mi ha impedito di rendervi partecipi con tempestività degli ultimi avvenimenti.

Le nomine sono venute (in ritardo) come tutti gli anni e sono andate meglio del previsto... Nonostante la Gelmini ma grazie ad un paio di coincidenze fortunate, sono riuscito ad acchiappare una cattedra ad orario su due scuole di Ortona.
La cosa mi ha sollevato un pochetto perché molti dei miei colleghi quest'anno sono rimasti a bocca asciutta e dovranno accontentarsi del SALVAPRECARI.

Ma l'argomento di oggi non è questo... l'argomento di oggi riguarda la tragicomica trafila cui un supplente annuale deve sottostare ogni volta che si reca in una scuola nuova: i documenti di rito!
Avendo due scuole, sono dovuto andare in entrambe le scuole ad assumere il servizio... ed entrambe le scuole mi hanno presentato una paccata di fogli da riempire con notizie futili e ripetitive...
Praticamente su ogni modulo ho dovuto mettere
NOME
COGNOME
DATA E LUOGO DI NASCITA
RESIDENZA
Solo su alcuni ho messo
STATO CIVILE
CODICE FISCALE
IBAN
SERVIZI PREGRESSI
DICHIARAZIONE DI COMPATIBILITÀ
FONDO PENSIONE
MATERNITÀ e PATERNITÀ
...e tutta una serie di altre informazioni che non ricordo...

La domanda ora è: Visto che il numero di precari si stà moltiplicando ed il numero di ATA si stà riducendo... Visto che queste informazioni sono TUTTE disponibili dai contratti precedenti... Visto che Brunetta si vanta di essere un semplificatore-innovatore....
Ma per quale assurdo motivo riempire gli archivi e le giornate degli impiegati con queste INUTILI carte?
Perché non si fa un bel fascicolo elettronico che si conserva nelle segrete stanze del ministero e cui tutte le scuole possono attingere e aggiornare con le novità (ma solo con le novità)!
Perché non si destinano un po' di risorse in più alle scuole levandole a queste cose così inutili?
Perché piace tanto la burocrazia?

Infine vi lascio con una riflessione... Tutti dicono che il 95% dei soldi dell'istruzione (con la "i" minuscola) spesi per gli stipendi sono troppi...
Ma a nessuno è venuto in mente che forse il 5% restante è poco???? Forse aumentare le risorse per le scuole, lasciando invariato il numero degli insegnanti, farebbe ridurre quel fatidico 95%!!

P.S. Mio padre mi ha accompagnato alle convocazioni presso l'ITIS di Chieti e mi ha detto che quell'edificio gli metteva angoscia... peccato che non ha visto in che condizioni sono le altre scuole, così avrebbe detto che quello, in fondo, non era poi così male!

3 set 2010

Il pianto dei bambini

Saranno gli anni che passano e svegliano in me istinti nascosti, saranno gli studi della SSIS o del SOS che mi hanno aperto le porte alla pedagogia, sarà che non ho niente da fare... ma mi fermo molto spesso ad osservare i genitori e figli.
Mi sono rimaste impresse alcune situazioni specialmente perché mi domando cosa farei io... e soprattutto cosa dovrò fare prima per non doverci arrivare.
I miei punti d'osservazione privilegiati sono la spiaggia ed il Centro Commerciale (moderna piazza del paese).

L'altro giorno ero andato a comperare il rhum perché ho fatto il babà per il compleanno di mia madre e ne ho approfittato per gironzolare un pochetto e vedere cosa c'era in offerta. Ho incontrato una coppia con i due figli (circa 3 e 8 anni). La madre col figlio grande che compravano cartoleria mentre il padre girovagava col carrello e la figlioletta dentro. Questa bimba aveva il broncio e chiedeva qualcosa (da comprare) al padre che l'ha liquidata con un no. Nella corsia successiva li ho rincontrati con la bimba che piangeva picchiando leggermente sulle mani del padre che non la guardava nemmeno faccia. In fila alla cassa li ho visti arrivare tutti insieme con la bimba oramai in preda ad una crisi di nervi, il padre che spingeva il carrello come Sisifo spingeva il masso su per il monte, madre e figlio che parevano far parte di un'altro mondo.

Credo che a questo punto il capriccio iniziale non importasse più nulla ma la bambina era disperata per l'assoluta indifferenza in cui era stata relegata. Magari alla fine avrà spuntato pure una cioccolata ma cosa ha veramente imparato quel giorno?

Questo era solo un episodio, un fotogramma che dice tutto e non dice niente, ma se questo è il modus operandi come verrà su questa bambina? Certamente si farà l'idea che è inutile parlare con i genitori "tanto non capiscono niente" (e come darle torto). E sicuramente imparerà che l'unico modo per ottenere qualcosa e farsi sentire è strillare forte ed insistere insistere insistere perché alla fine cederanno "per sfinimento".

...un ultimo pensiero va a questo padre.
Quando sarà cresciuta e farà di testa sua, come pensi di farle cambiare idea? Strillando anche tu? Dicendole: "No e punto!" Vestendo i panni di un padre autoritario perché oramai è tardi per vestire quelli di un padre autorevole? O lasciando fare?

Cosa si poteva fare? Di certo so cosa non si doveva fare: ignorarla. Forse era un capriccio ma forse era solo il modo di avere un po' di attenzione (di cui il fratello stava godendo), il modo che ha una bambina di 3 anni per instaurare un rapporto con dei genitori che (molto probabilemente) lavorano e non hanno molto tempo per stare con lei se non in questi momenti di ferie (che vivono come le ferie come una condanna).

Queste sono cose che i bambini percepiscono subito.
Cosa si doveva fare? Bho!