Ieri sono entrato in classe ed ho avuto una sgradevole sensazione.
Sgradevole nel senso fisico del termine e non emotivo.
Lo sguardo disperato della collega e la frase detta a mezza bocca "...è da una settimana che porta quella tuta addosso..." mi hanno chiarito tutto.
Suo figlio puzza.
Suo figlio credo che fumi, e non solo le sigarette.
Sua figlia si sbaciucchia per i corridoi.
Sua figlia è sospettata da un compagno di aver rubato.
Come si fa a dire ai diretti interessati o ai loro genitori una di queste cose?
Come si fa a far cambiare certi comportamenti senza sembrare offensivi?
Solo una volta mi sono trovato ad affrontare uno di questi argomenti con un genitore ma sono stato fortunato perché già aveva un sospetto a riguardo. Io non ha fatto altro che introdurre il discorso e manifestare lo stesso sospetto a mia volta.
Il problema si pone quando invece uno crede di essere nel giusto e vede un'insinuazione del genere come un offesa personale.
Non credo che sia solo una questione di tatto.
Diario di un prof speranzoso di poter cambiare il modo di fare la chimica, forte dei due mesi trascorsi al King's College di Londra e dopo essersi fatto una buona idea della didattica "British".
22 gen 2011
12 gen 2011
Abbandono.
È capitato all'improvviso.
Tutti sapevano tranne me.
Non avrei mai pensato che potessi rimanere tanto male.
Uno studente della classe di cui sono coordinatore ha cambiato scuola. E fin quì niente di nuovo.
Il problema è che in una classe di zucche era uno dei pochi presentabili.
Vorrei raccontare tutta la storia dall'inizio, per quello che ne sono riuscito a sapere, ma forse violerei una storia troppo personale, per questo mi limiterò a parlare dello stretto indispensabile.
Ieri, durante l'intervallo di pranzo (rientro pomeridiano), una collega mi ha chiesto se avessi salutato Piero (nome di fantasia) che stava andando via.
"In che senso?"
"Cambia scuola, perché non lo sapevi?"
"No! Nessuno mi ha avvertito!"
"Guarda che sta andando via proprio adesso!"
Ho provato a raggiungerlo fuori dalla scuola ma senza riuscire ad intercettarlo...
Per carità, la scelta è legittima e forse non sarebbe nemmeno stato giusto cercare di dissuaderlo...
Ma perché? Perché non mi ha parlato?
Io questa classe la vedo solo due giorni a settimana ed in questa scuola ci sono solo tre giorni alla settimana... Non è una scusante ma solo una considerazione.
Alla fine quando non sei abbastanza presente rischi di perdere il polso della situazione e le cose capitano senza che tu possa farci niente!
Tutti sapevano tranne me.
Non avrei mai pensato che potessi rimanere tanto male.
Uno studente della classe di cui sono coordinatore ha cambiato scuola. E fin quì niente di nuovo.
Il problema è che in una classe di zucche era uno dei pochi presentabili.
Vorrei raccontare tutta la storia dall'inizio, per quello che ne sono riuscito a sapere, ma forse violerei una storia troppo personale, per questo mi limiterò a parlare dello stretto indispensabile.
Ieri, durante l'intervallo di pranzo (rientro pomeridiano), una collega mi ha chiesto se avessi salutato Piero (nome di fantasia) che stava andando via.
"In che senso?"
"Cambia scuola, perché non lo sapevi?"
"No! Nessuno mi ha avvertito!"
"Guarda che sta andando via proprio adesso!"
Ho provato a raggiungerlo fuori dalla scuola ma senza riuscire ad intercettarlo...
Scopri e scopri lo sapevano tutti tranne me... i colleghi, la segreteria (ovviamente), i compagni di classe... tutti tranne me e nessuno si è sentito in dovere di dirmelo.
Una sola collega mi ha confessato che voleva dirmelo ma il diretto interessato glie lo ha impedito, dicendo che l'avrebbe fatto lui.Per carità, la scelta è legittima e forse non sarebbe nemmeno stato giusto cercare di dissuaderlo...
Ma perché? Perché non mi ha parlato?
Io questa classe la vedo solo due giorni a settimana ed in questa scuola ci sono solo tre giorni alla settimana... Non è una scusante ma solo una considerazione.
Alla fine quando non sei abbastanza presente rischi di perdere il polso della situazione e le cose capitano senza che tu possa farci niente!
È proprio vero che il cornuto è l'ultimo a sapere le cose!
O forse mi stò sopravvalutando e se ne è semplicemente scordato, come tutti i ragazzi di 14 anni un po' distratti.
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