Ultimo giorno di scuola, da domani ci sono le vacanze di "half term", una sorta di riposo dopo il primo quadrimestre.
La giornata è stata più o meno la stessa... lezioni, osservazioni...
Ma non è di questo che voglio parlare oggi.
Un incontro mi ha rivoltato gli intestini: una professoressa di italiano, milanese di nascita e inglese da tre anni. Dico inglese non a caso ma questo lo capirete dopo...
Dopo i soliti convenevoli... chi sei, che fai, come mai ti sei trovato quì... siamo arrivati a parlare del sodo: "Cosa ne pensi del sistema inglese".
La mia risposta è stata abbastanza ovvia ma equilibrata... "E' molto diverso"
E lei ha iniziato a sparare a zero sul sistema italiano...
...che non funziona niente.
...che i professori italiani sono tutti incapaci di trasmettere alcunchè.
...che gli studenti sono sfaticati ed ascoltano l'i-Pod (glie lo ha detto una sua amica).
...che la SISS è inutile tanto che la devono cancellare.
...che invece da loro (ci si è messa pure lei) tutto è organizzatissimo...
...che i professori sono tutti bravissimi.
...che i ragazzi sono tutti studiosissimi.
...che la formazione dei docenti è buonissima e tutti gli issimi che vi vengono in mente...
Io, per cortesia, avevo iniziato a farla parlare poi non ho resistito più ed ho iniziato a dire quello che penso davvero... tipo...
...gli studenti sono gli stessi da tutte le parti e che i loro non sono tutti bravissimi (forse solo alcuni, ha detto lei).
...i loro programmi sono ridicoli al confronto dei nostri (forse solo per scienze, ha detto lei).
...che non tutti i loro professori sono preparatissimi.
...che la SISS è utile perché insegna la didattica e la psicologia e tante altre cose.
...che non è giusto che noi studiamo 7 anni prima di poter insegnare mentre loro solo 4.
...che non può giudicare un sistema con i suoi ricordi di scuola (almeno 20 anni fa) e con un sentito dire.
...che l'unica cosa che gli invidio sono la marea di soldi che hanno a disposizione ed i feedback che si danno.
...che abbiamo i nostri limiti, come tutti, ed almeno lo sappiamo.
Alla fine è una poveraccia, che tenta di dare un senso alla sua scelta dando addosso all'Italia.
Sinceramente la cosa mi ha disgusatto un pochetto... ma chi si crede di essere?
Sono come quelli che emigrano dal paesello e pensano che tutto lì si è fermato a come lo hanno lasciato loro anni prima.
Ma è veramente tutto così come ha detto questa? Non mi sembra... ditemi la vostra.
7 commenti:
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1) Il bene e il male sono
dappertutto
2) E' vero che i ragazzi al'estero sono mediamente più educati, ma gli hooligans non li abbiamo inventati noi
3)E'vero che qualche SIS sembra funzionare meno bene di altre, ma quante volte ho sognato una struttura simile: prima delle SIS la preparazione psicologica,pedagogica e normativa era affidata all'iniziativa individuale.Avevo sentito dire che c'era all'estero una scuola di teaching e ci sognavo sopra
4) é vero che all'estero gli insegnanti sono meglio pagati;ne abbiamo già parlato,
5) é vero che nella media OCSE- PISA, l'ITALIA non é ben piazzata,ma abbiamo comunque (ancora poche) aree di eccellenza. Aumentiamole!
6) E' vero che a volte sembra di combattere contro i mulini a vento
7) è vero che noi italiani siamo afflitti da una forte esteromania,sopratutto quando leggiamo le percentuali di PIL destinate all'istruzione in confronto al resto della UE, ma l'unità del territorio nazionale l'abbiamo conquistata solo 90 anni fa e l'unificazione linguistica l'abbiamo avuta,anche se non completamente solo grazie a mamma TV.
8) è vero che solo 40 anni si é cominciato a pensare al concetto di cultura di massa
Molta acqua deve passare sotto i ponti per essere alla pari di altre nazioni;il pessimismo e la disperazione sono sempre in agguato, ma vale la pena crederci
Mortadinebbia(però vorrei leggere anche altri commenti)
...da qualche parte si dve cominciare.
Già avere una SISS è un buon passo... anche se ce ne sarebbe da migliorare.
Ci sono tante cose che vorrei dire ma mi devo specializzare (spero) e non posso permettermi il lusso di parlare troppo.
(ho già parlato troppo)
Quale dei TOT punti volgiamo sviscerare per primo?
II puntata. punto 2)
E' vero, in alcune scuole, soprattuto professionali ci sono ragazzi che ascoltano l'IPod, ragazze che si truccano in classe,molti arrivano con molta calma tra la prima e la seconda ora. La scuola é un luogo riscaldato, al riparo dalle intemperie con un posto a sedere dove si incontrano amici o si puo sonnecchiare.Qualche insegnante(str..:-( )dice che non ha problemi perchè con lui sono buonissimi (buoissimi?)Alla faccia delle "sinergie strategiche e motivazionali"del consiglio di classe.
Ma i presidi dove sono?Qualcuno dice che così facendo aumentano le iscrizioni; qualcuno s'è invece reso conto che si perde credibilità sul territorio
Pekkato che il ministro Fioroni se ne sia dovuto andare: aveva cominciato ad occuparsi seriamente della lotta al bullismo nelle scuole.
"A 24 anni mi hanno assegnato una classe di teppisti con problemi di apprendimento. Nel giro di poche ore ho amato il mestiere e ho capito che avrei potuto riparare agli errori che altri avevano commesso con me" Daniel Pennac
Daniel Pennac :Diario di scuola
Feltrinelli( esce il 21 febbraio)
Mortadinebbia
( Insisto: i lettori di questo blog potrebebro scrivere qualche commento,poffarbacco!!)
Il mio commento è troppo lungo per essere contenuto nello spazio di questo margine.
Pierre de Chiarat
Tuttavia farò uno sforzo e ridurrò il mio pensiero a un solo punto, che ritengo essere il più importante:
Il RISPETTO DELLE REGOLE.
Per la mia breve esperienza di insegnamento in Italia e per quello che ho visto nell'unica scuola nella quale sono stata qui a Londra, c'è un'abissale differenza su questo aspetto. Ovviamente è meglio qui, dove le regole vengono fatte rispettare. E non solo a scuola, ma ovunque. Non si sale sul bus senza il biglietto, altrimenti il bus non parte. Se devi attraversare sulle strisce le auto si fermano subito e da entrambi i lati. Se uno studente si comporta male in classe, gli tocca la detection room, i genitori si impegnano a far riflettere il figlio sul suo comportamento scorretto e a sostenere la politica della scuola.
Il rispetto delle regole non è importante, è FONDAMENTALE perchè ci possa essere una civile convivenza e un clima sereno nel quale condividere valori e conoscenze per costruire il futuro di tutta la società.
Se esistesse il rispetto delle regole, forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di lottare contro il bullismo, perchè non esisterebbero più i bulli.
"avrei potuto riparare agli errori che altri avevano commesso con me"
E' proprio questa la mia intenzione e uno dei motivi che mi ha spinto a intraprendere questa strada.
Allora mi sa che c'è parecchio da lavorare il prossimo anno...
Ma il problema allora forse è più ampio di quello che sembra e forse la scuola non è altro che un'altra faccia di una stessa medaglia...
A questo punto mi permetto di chiedere una cosa... Perché dovremo chiedere il rispetto delle regole dagli studenti (e dai ragazzi in generale) se tutti gli altri non le rispettano?
Perché dobbiamo chiedere un'assunzione di responsabilità agli studenti quando nessuno rispetta il suo obbligo di mandare a zappare un professore incapace (com'è giusto che sia) ma lo rimpalla da una classe all'altra (e speriamo che non capiti mai a mio figlio)?
E ancora chiedo se possiamo fare qualcosa NOI come PROFESSORI (o aspiranti tali) per fare in modo che qualcosa cambi... io non lo so...
Non ho ancora insegnato seriamente (3 mesi a 9 ore 5 anni fa non la considero esperienza) ma voglio credere che qualcosa è possibile fare altrimenti non vale la pena spenderci manco la carta su cui sarà stampata la mia specializzazione...
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