Oggi il gruppo Leonardo (quasi) al completo si è recato a Brighton, città in cui vive Simon.
Un pensiero per Fair... assente per causa "field trip". Peccato...
Partenza roccambolesca stamattina... usciamo in ritardo e dopo tre corse (per prendere autobus, metro e treno) riusciamo a prendere il treno delle 9:42 per Brighton!
Oggi ho scoperto che la città di Brighton in realtà è fusa con la vicina città di Hove.
La città conta ben 250 000 abitanti ed è una meta per i bagni estivi dei londinesi.
Simon ci ha dato appuntamento in un bar del centro dove ci siamo incontrati puntualmente alle 12:30 ed abbiamo preso un caffè insieme.
Dopo di che Simon ci ha scarrozzato in giro per la città raccontandoci con dovizia di particolari vita, morte e miracoli della città.
L'architettura, l'espanzione, gli abitanti....
Abbiamo scoperto che sulla spiaggia c'è la ferrovia elettrica più antica del mondo... che porta le persone dal Pier a Marina (dal molo principale ad una zona VIP ad est di Brighton).
In giro si respira l'aria di una città di mare che nei mesi estivi e nei giorni infrasettimanali si crogila la pallido sole in attesa dei più affollati mesi estivi.
Pranzo presso un ristorante del centro e via attraverso le strade del borgo vecchio.
La giornata si è conclusa con una visita al Royal Pavillon (solo io e Vale, in realtà), la residenza al mare di quello che poi sarebbe diventato re Giorgio IV. (audioguida in italiano compresa nel prezzo del biglietto)
Una costruzione abbastanza sui generis, arredata con uno stile prevalentemente cinese, molto in voga nei primi anni del 1800.
Questa residenza in rigine era una casa di campagna che il giovane principe di Galles aveva comprato, malgrado i suoi debiti a Londra per passare momenti "piacevoli" con amici e "amiche".
Quando poi è diventato re, ha avuto i soldi per poter realizzare un palazzo stupefacente con una sala da pranzo di qualche centinaio di metri quadrati, una cucina più grande della mia casa, la sala per chiacchierare, la sala per ascoltare musica, la sala per suonare e ballare... diverse camere da letto e ben 30 bagni!
Che dire... niente male!
Alla fine la casa è stata ereditata dall regina Vittoria che l'aveva abbastanza in antipatia e l'ha venduta al comune di Brighton che ne è ancora il propietario.
Che dire... bella giornata!
http://www.royalpavilion.org.uk/
4 commenti:
Che belloooo!!! Mi è spiaciuto veramente non venire a Brighton e non approfittare della guida di Simon. Prima di partire per Londra mi ero detta che una volta lì sarei andata sicuramente a Brighton, Oxford, Stratford Upon Avon, Cambridge, Canterbury, Stonange...ma i giorni ormai sono agli sgoccioli e già la gita al mare l'ho persa. In compenso ho passato un ottimo e stressante field trip!
Ho letto "Diario di scuola " di Pennac. Ne consiglio caldamente la lettura, benché non sia un classico(!) trattato di didattica.
Una citazione" L'idea che si possa insegnare senza difficoltà deriva da una rappresentazione idealizzata dello studente" Oppure "E quando divenni insegnante la mia priorità fu alleviare la paura dei miei allievi peggiori, affinchè il sapere avesse una possibilità di passare"
Mortadinebbia
Credo che per diventare professore... non dico buono ma almeno passabile... bisogna studiare studiare studiare e poi (il 90% del mestiere è lì) capire le persone.
Purtroppo ancora non riesco a capire bene come comportarmi con le persone che conosco bene... figuriamoci con quelli che non conosci e che, se ti va bene, vedi tre volte a settimana...
...e che hanno gli ormoni in rivolta e vogliono spaccare ilo mondo etc etc etc...
Mortadinebbia... mi devo preoccupare?
No, non ti devi preoccupare.Sempre Pennac in un'altra parte del libro dice (citazione a memoria): la scuola di formazione ti dà gli strumenti, ma ci devi mettere molto di tuo.
Quindi è vero: devi studiare tantissimo, perchè una lezione efficace con tutte le correlazioni e gli esempi e i "Prof, perchè se no?" non si improvvisa, ma devi anche comunicare con le persone e cercare di capire le loro difficoltà, anche perchè non si può costruire sull'argilla.
Tiriamo fuori una riflessione sui concetti strutturanti (Attenzione,per quella classe e per quel percorso)? Troppo poco lo spazio,ma vale la pena pensarci.
Aggiungo che un insegnante deve dedicare un po'di tempo a leggersi le leggi e le circolari, anche se non vuole fare il sindacalista.
Non fa male,anche se si è neoabilitati, frequentare i convegni dove si incontrano altri insegnanti.
E poi..., quando si hanno 16 anni, si vuole spaccare il mondo.
Mortadinebbia
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