Vado via perché in questa scuola troppi studenti non apprezzano il mio lavoro.
Vado via perché in questa scuola troppi professori non credono in quello che fanno.
Resto perché in questa scuola c'è qualche che ragazzo che ha voglia di fare.
Resto perché in questa scuola tanti colleghi mettono il cuore e l'anima nella loro missione.
Vado via perché il ministro taglia e riduce.
Resto per non far ridurre troppo quello che c'è.
Resto perché ho tanto da imparare.
Resto perché ho tanto da insegnare.
Vado via perché con l'ignoranza non si ragiona.
Resto perché ho voglia di giocare con la scienza.
Resto perché forse riesco a fare un corso di CLIL (almeno non posso dire che per questa scuola non si fa mai niente etc etc etc)
Vado via perché altrove mi pagano meglio.
Resto perché i miei studenti mi gratificano di più (almeno quello che non mi fanno venire voglia di andare via).
Vado via perché non si può ogni anno stare lì a sperare per una supplenza annuale (ed io sono fortunato).
Resto perché l'ho scelto io. Consapevolmente.
10 commenti:
Dalla VII Conferenza nazionale della DiDiSCI ( divisione didattica della Società della Chimica Italiana)
A: Vado via dalla scuola pubblica perché..
B: Resto nella scuola pubblica perché..
A:gli insegnanti migliori non ne possono più e se ne vogliono andare
B:se vanno via i migliori, chi rimane?
A:sono stufa di far funzionare la scuola a dispetto di chi ci governa
B:i miei allievi hanno fiducia in me, sono loro che governeranno il paese domani
A:questo paese non crede nella formazione degli insegnanti
B:insegnando imparo tante cose
A: gli insegnanti in Italia sono continuamente umiliati dai ministri
B:voglio bene ai miei studenti
A:non sopporto di essere ingiustamente chiamato “fannullone”
B:non sono un fannullone
A:nel nostro paese gli insegnanti sono sottopagati rispetto ad altri paesi europei
B:nel nostro paese sono nato ed è qui che voglio lavorare
A:ho formato molti studenti brillanti che per non essere disoccupati in Italia sono andati all’estero
B:credo in un futuro migliore anche qui per i nostri studenti, affinchè possano contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale del nostro paese
A: chi ci governa, non crede nella costituzione della repubblica italiana
B:io invece ci credo!
A:il governo non crede nella scuola pubblica: toglie fondi, risorse, tempi e qualità
B: credo che la scuola pubblica sia il futuro e quindi investo nei miei alunni
A:sono precario e dopo 8 anni di formazione e 12 anni di lavoro il mio posto non c’è più
B: credo che i posti vadano creati anche per i miei figli
A:non ci sono fondi per la scuola pubblica ma si aumentano i finanziamenti per la scuola privata
B:nella scuola pubblica vi è garanzia di libertà di idee e l’istruzione è un diritto per tutti
A:la riforma penalizza la cultura, in particolare la cultura scientifica
B:gli studenti hanno diritto alla cultura e ad interpretare il mondo con gli occhi della scienza
A:non si può insegnare ad imparare senza i laboratori tagliati dalla riforma
B:il laboratorio è il luogo dove posso usare la testa attaccata al corpo e di questa riforma voglio proprio fare a meno
A:vado in pensione e mi sento morire
B:sono in pensione ma continuo ad occuparmi di scuola perché non sono ancora morto
A:sono stanco di combattere contro i mulini a vento
B:nonostante tutto, continuo a combattere
A:non amo i luoghi chiusi e “privati”della luce
B:amo il mare aperto e il rischio di navigarci
A:vado via, perché amo la scuola
B:resto, perché amo la scuola
Sono rimasta perchè:proof, sa che sto vivendo di rendita e prendo buoni voti grazie a quello che mi ha insegnato lei
sarei voluta andare via perchè:ma lo sa che nel Canton Ticino sarebbe pagata il doppio
sono rimasta perché : se anche solo uno di loro impara qualcosa di nuovo sono contenta perchè non ho sprecato il mio tempo
dal Covegno della DiDisci
A: Vado via dalla scuola pubblica perché..
B: Resto nella scuola pubblica perché..
A:gli insegnanti migliori non ne possono più e se ne vogliono andare
B:se vanno via i migliori, chi rimane?
A:sono stufa di far funzionare la scuola a dispetto di chi ci governa
B:i miei allievi hanno fiducia in me, sono loro che governeranno il paese domani
A:questo paese non crede nella formazione degli insegnanti
B:insegnando imparo tante cose
A: gli insegnanti in Italia sono continuamente umiliati dai ministri
B:voglio bene ai miei studenti
A:non sopporto di essere ingiustamente chiamato “fannullone”
B:non sono un fannullone
A:nel nostro paese gli insegnanti sono sottopagati rispetto ad altri paesi europei
B:nel nostro paese sono nato ed è qui che voglio lavorare
A:ho formato molti studenti brillanti che per non essere disoccupati in Italia sono andati all’estero
B:credo in un futuro migliore anche qui per i nostri studenti, affinchè possano contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale del nostro paese
A: chi ci governa, non crede nella costituzione della repubblica italiana
B:io invece ci credo!
A:il governo non crede nella scuola pubblica: toglie fondi, risorse, tempi e qualità
B: credo che la scuola pubblica sia il futuro e quindi investo nei miei alunni
A:sono precario e dopo 8 anni di formazione e 12 anni di lavoro il mio posto non c’è più
B: credo che i posti vadano creati anche per i miei figli
A:non ci sono fondi per la scuola pubblica ma si aumentano i finanziamenti per la scuola privata
B:nella scuola pubblica vi è garanzia di libertà di idee e l’istruzione è un diritto per tutti
A:la riforma penalizza la cultura, in particolare la cultura scientifica
B:gli studenti hanno diritto alla cultura e ad interpretare il mondo con gli occhi della scienza
A:non si può insegnare ad imparare senza i laboratori tagliati dalla riforma
B:il laboratorio è il luogo dove posso usare la testa attaccata al corpo e di questa riforma voglio proprio fare a meno
A:vado in pensione e mi sento morire
B:sono in pensione ma continuo ad occuparmi di scuola perché non sono ancora morto
A:sono stanco di combattere contro i mulini a vento
B:nonostante tutto, continuo a combattere
A:non amo i luoghi chiusi e “privati”della luce
B:amo il mare aperto e il rischio di navigarci
A:vado via, perché amo la scuola
B:resto, perché amo la scuola
A: Vado via dalla scuola pubblica perché..
B: Resto nella scuola pubblica perché..
A:gli insegnanti migliori non ne possono più e se ne vogliono andare
B:se vanno via i migliori, chi rimane?
A:sono stufa di far funzionare la scuola a dispetto di chi ci governa
B:i miei allievi hanno fiducia in me, sono loro che governeranno il paese domani
A:questo paese non crede nella formazione degli insegnanti
B:insegnando imparo tante cose
A: gli insegnanti in Italia sono continuamente umiliati dai ministri
B:voglio bene ai miei studenti
A:non sopporto di essere ingiustamente chiamato “fannullone”
B:non sono un fannullone
A:nel nostro paese gli insegnanti sono sottopagati rispetto ad altri paesi europei
B:nel nostro paese sono nato ed è qui che voglio lavorare
A:ho formato molti studenti brillanti che per non essere disoccupati in Italia sono andati all’estero
B:credo in un futuro migliore anche qui per i nostri studenti, affinchè possano contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale del nostro paese
A: chi ci governa, non crede nella costituzione della repubblica italiana
B:io invece ci credo!
A:il governo non crede nella scuola pubblica: toglie fondi, risorse, tempi e qualità
B: credo che la scuola pubblica sia il futuro e quindi investo nei miei alunni
A:sono precario e dopo 8 anni di formazione e 12 anni di lavoro il mio posto non c’è più
B: credo che i posti vadano creati anche per i miei figli
A:non ci sono fondi per la scuola pubblica ma si aumentano i finanziamenti per la scuola privata
B:nella scuola pubblica vi è garanzia di libertà di idee e l’istruzione è un diritto per tutti
A:la riforma penalizza la cultura, in particolare la cultura scientifica
B:gli studenti hanno diritto alla cultura e ad interpretare il mondo con gli occhi della scienza
A:non si può insegnare ad imparare senza i laboratori tagliati dalla riforma
B:il laboratorio è il luogo dove posso usare la testa attaccata al corpo e di questa riforma voglio proprio fare a meno
A:vado in pensione e mi sento morire
B:sono in pensione ma continuo ad occuparmi di scuola perché non sono ancora morto
A:sono stanco di combattere contro i mulini a vento
B:nonostante tutto, continuo a combattere
A:non amo i luoghi chiusi e “privati”della luce
B:amo il mare aperto e il rischio di navigarci
A:vado via, perché amo la scuola
B:resto, perché amo la scuola
Dal convegno della DiDiSci
A vado via....
B resto....
A:nel nostro paese gli insegnanti sono sottopagati rispetto ad altri paesi europei
B:nel nostro paese sono nato ed è qui che voglio lavorare
A: Vado via dalla scuola pubblica perché..
B: Resto nella scuola pubblica perché..
A:ho formato molti studenti brillanti che per non essere disoccupati in Italia sono andati all’estero
B:credo in un futuro migliore anche qui per i nostri studenti, affinchè possano contribuire allo sviluppo culturale, economico e sociale del nostro paese
A: chi ci governa, non crede nella costituzione della repubblica italiana
B:io invece ci credo!
A:il governo non crede nella scuola pubblica: toglie fondi, risorse, tempi e qualità
B: credo che la scuola pubblica sia il futuro e quindi investo nei miei alunni
A:sono precario e dopo 8 anni di formazione e 12 anni di lavoro il mio posto non c’è più
B: credo che i posti vadano creati anche per i miei figli
A:non ci sono fondi per la scuola pubblica ma si aumentano i finanziamenti per la scuola privata
B:nella scuola pubblica vi è garanzia di libertà di idee e l’istruzione è un diritto per tutti
A:la riforma penalizza la cultura, in particolare la cultura scientifica
B:gli studenti hanno diritto alla cultura e ad interpretare il mondo con gli occhi della scienza
A:non si può insegnare ad imparare senza i laboratori tagliati dalla riforma
B:il laboratorio è il luogo dove posso usare la testa attaccata al corpo e di questa riforma voglio proprio fare a meno
A: Vado via dalla scuola pubblica perché..
B: Resto nella scuola pubblica perché..
A:gli insegnanti migliori non ne possono più e se ne vogliono andare
B:se vanno via i migliori, chi rimane?
A:sono stufa di far funzionare la scuola a dispetto di chi ci governa
B:i miei allievi hanno fiducia in me, sono loro che governeranno il paese domani
A:questo paese non crede nella formazione degli insegnanti
B:insegnando imparo tante cose
A: gli insegnanti in Italia sono continuamente umiliati dai ministri
B:voglio bene ai miei studenti
A:non sopporto di essere ingiustamente chiamato “fannullone”
B:non sono un fannullone
A:nel nostro paese gli insegnanti sono sottopagati rispetto ad altri paesi europei
B:nel nostro paese sono nato ed è qui che voglio lavorare
A: Vado via dalla scuola pubblica perché..
B: Resto nella scuola pubblica perché..
A:vado in pensione e mi sento morire
B:sono in pensione ma continuo ad occuparmi di scuola perché non sono ancora morto
A:sono stanco di combattere contro i mulini a vento
B:nonostante tutto, continuo a combattere
A:non amo i luoghi chiusi e “privati”della luce
B:amo il mare aperto e il rischio di navigarci
A:vado via, perché amo la scuola
B:resto, perché amo la scuola
Sono rimasta perchè: ma dai che ho capito cosa fanno gli uomini in camice bianco dei telefilm (detto da un disabile)
Ci sono mille motivi per andar via ed altrettanti per rimanere.
Oggi guardavo i miei ragazzi durante la messa di Natale a scuola e pensavo:
c'è stato un ministro che voleva ritornare indietro all'obbligo scolastico a 14 anni (passatemi la semplificazione estrema della proposta).
Alcuni di loro sarebbero pure contenti di ciò ma sarebbe come Pinocchio che era contento di andare nel paese dei balocchi... gli "rubano" quest'opportunità e loro non se ne rendono nemmeno conto.
Cosa sarà di loro se non siamo noi a combattere per loro e contro il loro malessere scolastico? Se non siamo noi a strigliarli perché facciano qualcosa di costruttivo, chi lo farà?
Alcuni di loro sarebbero pronti per delinquere...
Io, come professore, cittadino e uomo sento il dovere di cercare di impedire che si consumi questo "scempio"..
Finchè avrò forza e voce devo cercare di far capire loro che il loro futuro è quanto di più importante hanno e che certe scelte (prese alla leggera) spesso (purtroppo) sono determinanti.
Lo capirà uno solo? E' uno in meno che dovrà sbattersi in futuro... e tanto basta per restare.
Ciao! Ho risposto al tuo commento! Buon anno, TC
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