Compito intriso di banalità e stereotipi per cui solo il giorno di Natale ci si ricorda dei bambini poveri, Babbo Natale viene con la neve (vallo a dire a chi abita nell'emisfero australe) e solo una fata può risolvere i problemi del mondo.
...subdolamente si crea un solo modo di pensare e di vedere le cose.
Allora mi sono divertito a inventare la mia storia...
Un giorno in un paese lontano lontano, dove la neve non sapevano cosa fosse, abitava un bambino povero che viveva felice perchè i suoi genitori gli volevano molto bene e, anche se non aveva regali e bei vestiti, mangiava tutti i giorni.
Una fata in pensione si trasferì in questo paese dopo dieci secoli di onorato servizio presso la favola di Pinocchio perchè il posto era caldo e tranquillo.
Questa fata non amava stare a casa senza far niente quindi passava i suoi giorni ad aiutare i bambini malati all'ospedale e a bere vino nella taverna del porto.
Il bambino povero, un giorno, si ruppe una gamba cadendo da un albero di ciliege (...il monello non era il padrone delle ciliege in questione...) e dovette rimanere in ospedale una settimana.
Lì conobbe la fata e lei gli chiese cosa avesse ricevuto in dono il Natale precedente.
Il bimbo rispose perplesso che stava ancora aspettando una risposta alla sua e-mail inviata un mese prima di Natale e, nonostante tre solleciti via fax, Babbo Natale si era dato.
...era quasi Pasqua e ormai ci aveva messo una pietra sopra!
La Fata, che conosceva il personaggio in questione, tornò a casa pensierosa perchè, nonostante fosse un po' rincoglionito, non aveva mai mancato una consegna!
Prese la rubrica e lo chiamò sul cellulare.
"Nat! Dove sei?"
"Turky! Vecchia bagascia! Sono alla taverna del porto a fare una briscoletta con Geppetto, Capitan Uncino e Einstein!"
"Ma hai finito di portare i regali di Natale?"
"Non ancora ma c'è tempo!"
"Guarda che la settimana prossima è Pasqua!"
"Cavolo! Ho perso la cognizione del tempo!"
Buon Natale!
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